EVENTI

Intervista a Radio Canale Italia
Programma Story Time

L’intelligenza artificiale ci renderà più liberi o più schiavi?

Intervista con Ademar Silva

In questa intervista per Radio Canale Italia, Ademar Silva riflette sulle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale e sulle domande che il progresso tecnologico pone alla libertà, alla responsabilità e al futuro dell’essere umano.

Guarda l’intervista su YouTube

Conversazione con Ademar Silva, autore di Spine

Pubblicata su KrissGDS – 29 giugno 2026

Un romanzo nato durante la pandemia, tra osservazione della realtà e fragilità umana.

In questa conversazione, Ademar Silva racconta il percorso che ha dato vita a Spine: la scrittura come ascolto, dubbio, memoria e incontro con l’altro.

Leggi l’intervista completa su KrissGDS

Presentazione del libro Spine

11 dicembre 2025 — Sala del Granaio del Duomo di Monza

Una serata dedicata alla presentazione di Spine, il romanzo di Ademar Silva, alla presenza dei lettori e degli ospiti dell’evento.

La presentazione di Spine nella Sala del Granaio del Duomo di Monza, 11 dicembre 2025.

Il testo della serata

Buona sera, a tutti a voi Monzesi e per la presenza e affetto dimostrati.
Ringrazio mia moglie Maddalena. Ringrazio l’arciprete monsignor Mosconi per avermi concesso questa suggestiva sala del granaio. Voglio ringraziare la città di Monza che mi ha accolto e ora è la mia casa.
Ringrazio Antonello Sanvito e tutte le autorità presenti e i lettori che hanno acquistato e acquisteranno il libro.

«Ogni libro nasce da un silenzio che improvvisamente chiede di essere ascoltato. Questa sera quel silenzio diventa voce, insieme a voi.»

Biografia sintetica dell’autore:

Nato in Brasile nel 1968, vive in Italia dal 1993. Ha completato gli studi in Filosofia presso la Facoltà Benedettina di Rio de Janeiro, arrivando in Italia per proseguire un percorso di approfondimento accademico e umano.
Sposato con una cittadina italiana, unisce nella sua vita due mondi, due tradizioni e due sensibilità.
Spine è la sua prima opera completa: una riflessione narrativa che intreccia identità, responsabilità e il fragile equilibrio tra passato e futuro.

Sinossi del libro

Spine racconta il viaggio intimo di Eleonora, una donna cresciuta tra ombre familiari che non hanno mai smesso di pulsare dentro di lei.
Quando la madre, figura manipolatoria e fragile, viene ritrovata in una casa di cura fatiscente in Francia, il passato la richiama con forza.
Trasportata fra ritorni inattesi, confessioni dolorose, tentativi di distruzione e gesti di immenso coraggio, Eleonora comprende che il perdono non è obbligo, ma scelta.
È un romanzo sull’eredità delle famiglie, sulla forza delle donne e sul coraggio di non lasciarsi definire dalle proprie ferite.
Non tutte le spine feriscono. Alcune ti salvano. Ma sempre, lasciano il segno.

1. Perché il titolo Spine?

Perché le ferite della vita non sono solo ciò che ci indebolisce, ma ciò che ci forma.
Le spine proteggono la rosa. Le mie spine proteggono la storia. Chi ha un giardino, o  lavora con le piante conosce bene il significato metaforico. Quando entra una spina fa male e si cerca di toglierla ma per un motivo o per l’altro non ci si riesce.  A volte è nascosta e c’è la necessità di un aiuto, di qualcun altro o addirittura recarsi dal dottore. Nel toglierla a volte è più dolorosa che lasciarla. Nel caso di Eleonora ha voluto tenerla.

2. Qual è stato il ruolo di tua moglie?

Centrale. Maddalena ha avuto il ruolo silenzioso e sacro di chi ti dice: “Continua”.
Senza di lei, questo libro sarebbe rimasto nel cassetto, come accade a molti sogni. E ad  altri libri che ho scritto che sono ancora nel cassetto. E’ lei che ha fatto la prima lettura e ha interpretato, poi il mio italiano che non è perfetto. Specie nei pronomi, plurale e singolari. Sempre ha consigliare e intervenire con la sua visione e intelligenza.

3. Chi è la ragazza sulla copertina?

E’ un volto reale. E’ presente e è in mezzo a noi. Mia moglie, 30 anni fa. Ho cercato nei siti specializzati in copertina di libri. C’erano tante idee ma neanche una che mi convinceva. Entravo nelle librerie e guardavo le copertine ma non mi convincevano. Poi l’idea di guardare le foto di mia moglie quando era giovane e mi sono detto: se ho scelto lei e lei ha scelto me perché no… e così  in sintesi è nata una copertina che trasmette dolore, fragilità, memoria, bellezza ferita.
È Eleonora, ma è anche ogni donna che ha dovuto attraversare il proprio passato per potersi rialzare.

4. Quando è cominciato questo romanzo?

È iniziato quando ho compreso che il passato non è mai solo passato. C’è sempre un ritorno in modalità diversa. Era nel pieno della pandemia, e non potevo annoiarmi, lontano da tutto e tutti. Dovevo entrare nel mio mondo. Ero in giardino sotto la palma con il portatile. Non reggevo più a leggere sempre le stesse notizie su disgrazie e fine del mondo. Ho pensato che il virus già era in circolazione da molti anni e gli scienziati non ne conoscevano il nome. Ho iniziato pensando al desiderio e alla libertà di circolare. Tanto che il titolo inizialmente era Coronavirus. Nella prima stesura ho voluto che Federico si ammalasse proprio in Cina e volevo farlo morire proprio in là, ma la storia sarebbe stata troppo breve.
Alcune storie bussano, altre ti inseguono. Spine mi inseguiva.

5. Lei è un uomo di Chiesa. Come mai scrive un romanzo?

Perché la narrativa è un’altra forma di confessione.
E perché ciò che non riusciamo a dire, spesso possiamo raccontarlo.
La vita spirituale e la narrativa non sono distanti: entrambe cercano la verità, anche quando fa male. La Sacra Scrittura è una narrativa. Pensare che ai monaci la sera era vietato leggere alcuni brani della Sacra Scrittura. Il pensiero non è in contrasto con la fede. Il pensiero è libero. Certo io penso da cattolico. Ma vedo il mondo da una finestra e cerco di raccontarlo perché in questo mondo ci vivo.

6. Ha il blocco dello scrittore?

Certo. Lo considero una forma di rispetto.
Il silenzio è il modo in cui le storie ci chiedono tempo. Quando scrivo non penso che qualcuno lo leggerà, scrivo per me stesso. Vorrei leggere i miei libri. Qui manco di umiltà: mi piacciono. Mi emoziono e ho provato a piangere.

7. Chi ha fatto le correzioni?

Due persone. La prima correzione come già detto, mia moglie e poi il giornalista Andrea Loddo. Ha sgrassato un po’, ma non ha tolto nulla del mio pensiero e del mio racconto. Non lo ha snaturato. L’autore può vedere la sua storia, ma un occhio che fa di mestiere lo scrivere, vede anche ciò che l’autore non vede.

8. Quanto c’è di autobiografico?

C’è la parte che non posso evitare: la sensibilità.
Ma i fatti, i volti, gli eventi sono frutto di invenzione e osservazione.

9. A chi si ispira stilisticamente?

A chi ha saputo dare dignità al dolore senza compiacersene. Non mi sono ispirato a nessuno. E’ una pura mia creazione. Un mio stile. Nel primo libro, il mio caro amico Taverna mi ha aiutato e ora la sua anima riposa in pace. Mi disse: tu hai molto  ademarismo, non c’è come citare un altro autore nel tuo libro.

10. Perché pubblicare Spine proprio adesso?

Perché viviamo un tempo in cui le ferite si vedono poco, ma governano molto. Quando si inizia  a scrivere, è senza tempo. Non esiste una scadenza, ma forse una coincidenza. Poi non tutti i giorni ci si sente inspirati. E’ necessaria una mente libera, isolamento e lontano dagli inquinamenti acustici. A me è capitato  fine anno 2025 e può essere una opportunità per fare regali di Natale.

Momento finale: ringraziamenti e invito all’acquisto

«Vi ringrazio per avermi ascoltato, per aver condiviso questo spazio di parole e di memoria. Se questo libro troverà posto nelle vostre case, sappiate che porterà con sé due doni: uno per chi lo riceve e uno per chi lo regala.»

«Ogni libro comprato sostiene un autore, ma soprattutto sostiene il tempo che decidiamo di dedicare alla bellezza. E la bellezza, oggi, è un atto di coraggio.»

«Le storie non terminano quando chiudiamo un libro. Terminano quando siamo pronti a guardarci dentro senza paura.»

Non tutte le spine feriscono. Alcune ti salvano. Ma sempre, lasciano il segno.

Una storia di dolore, amore e rinascita.
Perché anche le ferite diventano l’inizio di una nuova vita.

Il futuro non è soltanto ciò che ci attende. È ciò che stiamo già scegliendo.

Una narrazione che immagina il domani senza dimenticare il presente. Un viaggio tra tecnologia, intelligenza artificiale e futuro, dove al centro resta sempre l’essere umano.

Acquista Spine e Utopia oggi

Due libri, due viaggi indimenticabili.

Dettagli per l’acquisto

Spine è un romanzo drammatico che racconta le ferite dell’animo umano, l’amore, il coraggio e la possibilità di rinascere.

Utopia! Tutto ciò sta per accadere. Il futuro che ci somiglia è una narrazione che riflette sul futuro, sulla tecnologia e sull’essere umano.

Entrambi i libri sono disponibili:

su Youcanprint

ordinabili in tutte le librerie

presso i principali store online

direttamente dall’autore (Duomo di Monza)

Grazie per accompagnarmi in questo viaggio tra memoria, inquietudine e futuro.

error: Content is protected !!